FIERA CAMPIONARIA 1947 - VICENZA
VICENZAORO - VICENZA ORO - FIERA DELL'ORO
Nata nel 1954 come Mostra nazionale dell’oreficeria, gioielleria e argenteria ai Giardini Salvi, nel cuore di Vicenza, questa rassegna ha rappresentato fin dall'inizio un palcoscenico d'eccellenza per il design d'avanguardia, ospitando marchi storici come Van Cleef & Arpels e Cartier. In un periodo segnato da profonde trasformazioni, la fiera ha segnato un ritorno al classico e all’opulenza, rivitalizzando il settore dopo gli stravolgimenti della guerra.
Nel 1968, l’evento si sdoppia, dando vita a un’edizione in febbraio e una in settembre. Tre anni dopo, nel 1971, la fiera lascia i Giardini Salvi per spostarsi ai margini della zona industriale, dove nasce il cosiddetto "tempio azteco", una struttura caratterizzata da una celebre conformazione a piramide. In questo nuovo contesto, il design bohemien trova spazio, con un forte ritorno alla natura e l'emergere di gioielli etnici, mentre il trend uniex riflette i cambiamenti nei ruoli di genere della società.
A metà degli anni '70, l'apertura di un nuovo padiglione segna un importante traguardo: oltre 500 aziende espositrici danno vita a una manifestazione sempre più internazionale, con un focus sui diamanti, rappresentati da un tagliatore di Anversa che si esibisce dal vivo. In seguito, l'attenzione si sposta sulle gemme, ampliando ulteriormente l'offerta.
Negli anni '80, nonostante l’oro alle stelle e una crisi economica, la fiera continua a espandersi, con l'introduzione di un padiglione dedicato agli orologi. Torna il glamour eccessivo, con gioielli audaci impreziositi da diamanti e pietre preziose. L’edizione di gennaio 1984 segna la fine del vecchio nome, sostituito con l'iconico Vicenzaoro.
Gli anni '90 portano con sé un'influenza minimalista, con un crescente interesse per il platino. Le creazioni si fanno più piccole e meno ostentate, mentre Vicenzaoro inizia a guardare verso l’est, accogliendo espositori da Hong Kong, Indonesia, Thailandia, India e Cina.
Con l'avvento del nuovo millennio, la personalizzazione e la stampa 3D diventano protagoniste, ma la fiera si trova a fronteggiare sfide senza precedenti: la pandemia colpisce duramente il settore, con il blocco delle fabbriche e l'interruzione dei viaggi. Tuttavia, la società evolve e il sistema si adegua, con un forte focus sulla sostenibilità e sull'etica, permettendo al gioiello artigianale di emergere in un panorama in trasformazione.
Dopo l’ultima guerra, la Fiera di Vicenza si stabilisce in una costruzione temporanea, la prima sede della manifestazione. Con il passare del tempo, la fiera si espande e si trasferisce verso Sant’Agostino, diventando oggi una delle rassegne più importanti a livello mondiale nel campo dell’oreficeria.
Tra gli eventi significativi, nel 1957 Vicenza accoglie Abbe Lane, mentre negli anni '60 la fiera vede la presenza di illustri ospiti, tra cui i Principi di Liegi e l'erede al trono del Belgio, il principe Alberto, che, insieme alla moglie Paola, esprime il suo apprezzamento per la bellezza dei gioielli esposti. Nel 1967, Aldo Moro taglia il nastro della Mostra nazionale, dando il via a un percorso ricco di successi.
Negli anni '80 e '90, il glamour della fiera attira nomi noti come Katia Ricciarelli, Ornella Muti e Gianluca Vialli, mentre per il mezzo secolo della manifestazione, Andrea Bocelli incanta il pubblico con la sua voce, testimoniando il prestigio di Vicenzaoro nel panorama internazionale. La fiera continua a essere un simbolo di innovazione e tradizione, raccontando la storia di un settore in continua evoluzione.